Thursday 09 September 2010
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È in fase di avvio nell’archivio storico comunale il progetto SADEL (salvaguardia degli archivi e dei documenti degli enti locali), finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna.
Il progetto prevede la digitalizzazione di documenti che abbracciano un arco cronologico che va dal XIX al XX secolo e coprono due delle fasi fondamentali della vita delle comunità locali sarde: quella della Comunità di villaggio e quella del Comune nel senso moderno del termine.
Le comunità di villaggio furono da prima regolamentate con Regio editto 24/09/1771 che istituì Consigli Comunitativi in ogni villaggio con una popolazione eccedente le quaranta unità, mentre con Regio decreto 295/1848 venne loro conferita la natura di ente morale e furono trasformate in Comuni.
Tra la documentazione dei Consigli Comunitativi e del Comune sono state privilegiate le delibere che riassumono l’intero ventaglio delle funzioni svolte dall’ente dal 1812 al 1917. La consultazione degli atti deliberativi mette in luce le vicende istituzionali che segnano l’evoluzione del Comune.
Considerata dal punto di vista sincronico, l’analisi degli atti più antichi evidenzia i complessi rapporti tra il Comune e le altre istituzioni del regno sardo piemontese prima e italiano poi; da un punto di vista diacronico attraverso le delibere si può ricostruire l’evoluzione dell’Ente, il suo affrancarsi dal potere nobiliare e dalle ingerenze viceregie e la sua trasformazione in ente morale. La vita sociale si riflette, invece, nelle decisioni adottate in materia di assistenza e beneficenza, di igiene e sanità e di pubblica istruzione, mentre un indice della qualità della vita è dato dalle opere pubbliche realizzate.
I momenti rilevanti che si evincono dalla documentazione selezionata sono molti. Ne citiamo alcuni:
Si ritiene che la divulgazione di tali materiali, anche attraverso il Portale Cultura della Regione Sardegna e il sito del Comune di Sestu, possa costituire un tassello importante per la conoscenza dei processi di formazione delle autonomie locali e consegnare ad una fruizione più larga preziosi materiali, utili per il proseguo degli studi storici e per l’informazione dei cittadini.
In aggiunta alle deliberazioni verranno digitalizzati i censimenti prediali realizzati per la ripartizione delle quote del Regio Donativo tra i cittadini contribuenti: il primo di questi catasti testuali è del 1804 e risulta ancora scritto in lingua spagnola.
Oltre ai documenti dell’archivio storico verrà digitalizzata una raccolta composta da 226 fotografie che copre l’arco cronologico della prima metà del ‘900: si tratta di materiali di proprietà privata di grande interesse per la storia locale e più in generale per la storia recente della Sardegna.
La raccolta si articola in tre fondi:
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